Archivi categoria: Domande semiserie per autori digitali

10 domande semiserie per autori digitali: Filippo Loro

Filippo Loro, copywriter di professione, ama i bonsai, il vino, i libri di David Foster Wallace e la black music. Insomma, lavoro a parte, tutta roba naturale. Ci ha conquistati con Judith, una di quelle donne capaci davvero di cambiarti la vita, e così abbiamo pubblicato anche Body 2.0, un racconto lungo apparso a puntate su THe iNCIPIT (se non conoscete THe iNCIPIT, colmate la lacuna!) dove di Judith si parla ancora.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Finora per scelta.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Gratificante, frustrante, urticante.

3. Come sei presente sul web? (Blog, Twitter, Facebook…) E quanto?
Wordpress, Twitter, Facebook, Flickr, Google+, Diaspora… Sono presente quasi dovunque. E quasi mai.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Con Alfred Lambert, l’anziano capofamiglia de Le Correzioni di Franzen.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Uno qualsiasi dei personaggi di Proust.

6. L’autore di cui hai letto più libri?
Salman Rushdie.

7. Estate o inverno?
Autunno tendente all’inverno.

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto [se sì, quale?] o con uno ancora da leggere?
Assolutamente con uno già letto. Direi Infinite Jest.

9. Dove leggi ebook?
In tutti i luoghi dove ci sono tempi di attesa più o meno lunghi. Soprattutto in viaggio e in bagno.

10. In quale autore [di qualsiasi epoca] ti reincarneresti?
Jules Verne.

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10 domande semiserie per autori digitali: Riccardo Savoldo

Il romanzo di Riccardo Savoldo Lavori impossibili. Amori, truffe e un cespuglio rotolante ci ha conquistati perché ci ha fatto ridere, e far ridere (intenzionalmente!) non è mai una cosa facile. Ancor più se si parla di lavoro e anzi, per l’esatezza, di un neolaureato in Scienze della Comunicazione che comincia a muovere i primi passi nel mirabilante mondo degli stage non retribuiti / contratti a progetto / partite iva etc. E poi Mac, il cespuglio rotolante di cui sopra, è irresistibile.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
A questa domanda dovrei rispondere con un pipa in bocca, un bicchiere di brandy in mano, seduto davanti ad un camino: “Ho valutato diverse opportunità, i pro e i contro, analizzato i report di mercato dei miei agenti ed infine ho fatto la scelta migliore.” Quindi la risposta è: per caso. E comunque se dobbiamo iniziare da qualche parte iniziamo dal nuovo, no? Se poi arrivano riscontri positivi da una casa editrice che pubblica solo ebook lo prendo come un segno del destino.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Faticoso, presuntuoso, pericoloso.

3. Come sei presente sul web? E quanto?
Utilizzo quasi tutti i principali social-cosi. Mi faccio gli affari degli altri ma quando penso di fare un post mi chiedo sempre: “Ma alla gente gliene fregherà qualcosa di come mi sono svegliato stamattina?” Di solito la conclusione è che non scrivo niente. Un blog sarebbe più interessante ma ci vuole troppo impegno. Solo il pensiero mi ha già fatto venire il mal di testa.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Sarà che l’ho conosciuto da poco ma mi viene in mente subito Marvin, il robot depresso della Guida Galattica per autostoppisti. Sai che matte risate?

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
La stupida, bigotta, banale e nemmeno sensuale poliziotta (ovvio, non ricordo il nome) di Vaticanum – Il manoscritto esoterico.

6. L’autore di cui hai letto più libri?
Credo sia ancora in testa Valerio Massimo Manfredi, ma Asimov è in rimonta.

7. Estate o inverno?
Sempre più inverno man mano che invecchio. Ormai sono allergico al sole diretto, a volte ho paura di essere assalito da ragazzine in astinenza da vampiri glitterati.

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto o con uno ancora da leggere?
Non ho mai amato rileggere vecchi libri, anche se qualcuno lo meriterebbe. Quindi meglio uno nuovo. Se poi è brutto cosa c’è di meglio che passare il resto dei tuoi giorni lamentandoti e spiegando a Venerdì i mille motivi per cui tu l’avresti scritto meglio?

9. Dove leggi ebook?
Che domande! In bagno. Ah, intendevate su che lettore? Ops… allora Kobo Mini. Dal punto di vista estetico e tattile è fighissimo. Ammetto che se provo a leggere qualcosa con foto o grafici gli occhi mi si intrecciano un po’, ma sta in tutte le tasche e così è diventato la mia salvezza in ogni momento di attesa dal dottore/coda al supermercato/compagnia di persona noiosa che non si accorge nemmeno che sto leggendo mentre continua parlare dei suoi problemi intestinali.

10. In quale autore ti reincarneresti?
Dico Virgilio. Poeta ufficiale all’apice dello splendore di Roma, circondato da un gruppo di personcine di non scarso ingegno, accanto al creatore dell’Impero. Essere al centro del centro del mondo e togliersi lo sfizio di fare lo snob scrivendo di pastori e contadinelle sperduti ai margini della civiltà. Impagabile.

10 domande semiserie per autori digitali: Sergio Donato

Sergio Donato è (tra le altre cose) l’autore di È qui che dobbiamo stare, una raccolta di racconti impressionantemente belli. Forse è per questo che non abbiamo avuto dubbi e abbiamo deciso subito all’unanimità di pubblicarli? Immagino proprio di sì. E così È qui che dobbiamo stare è diventato il primo ebook del nostro catalogo. Eh già, Sergio è con noi fin dalla prima ora, e queste sono le sue risposte alle nostre 10 domande semiserie per autori digitali.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Per scelta. Perché l’oggetto libro contiene ricordi più personali: un’orecchia alla copertina fatta mentre lo mettevi nello zaino, una dedica di una ragazza che hai amato, il peso di un volume di cinquecento pagine quando avevi sei anni. L’ebook, invece, è un estratto purissimo di scrittura. Un ebook non può barare sui ricordi. Se un ebook è brutto non può mediare il perdono offrendoti idoli materiali.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Profondo, estenuante, infinito.

3. Come sei presente sul web? E quanto?
Ho un blog, un uccellino, un + e ho abbandonato Facebook perché è diventato un accentratore di esistenze, un asciugatore di tempo. Non sono un viveur della retesociale, ho paura di diventare un’inconsapevole macchina di marketing che diventa noiosa al crescere del suo funzionamento.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Fedor Ivanovic Lavreckij; per versargli un bicchiere di vino rosso e dirgli che va tutto bene.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Non bevo caffè.

6. L’autore di cui hai letto più libri?
Joe R. Lansdale, perché invece di scrivere usa il teletrasporto.

7. Estate o inverno?
Primissimi giorni di primavera.

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto o con uno ancora da leggere?
Un naufragio e un’isola deserta sono incognite così grandi che preferirei non avere anche quella di un libro che non ho ancora letto. Salverei dal relitto della mia barca “Pufi, il cane sportivo” di Emilio De Martino. È stato il primo libro regalatomi, da bambino. Lo leggerei alla fine di tutto, in pace, dopo essermi assicurato della mia sopravvivenza.

9. Dove leggi ebook?
Su un’isola deserta. E poi negli stessi posti in cui leggo i libri, con il vantaggio di riuscire a cambiare lettura quando sono in bagno senza lasciare la zona deputata alla sosta obbligatoria.

10. In quale autore ti reincarneresti?
In me. Avrei già la fortuna di tornare, mi sembrerebbe indiscreto chiedere anche il corpo di Raymond Carver.

10 domande semiserie per autori digitali – Francesco Aquino

Oltre a sapere cosa pensano i lettori degli ebook, vogliamo conoscere il parere degli autori. E, in particolare, dei “nostri”, per farveli conoscere meglio. Cominciamo con l’ultimo arrivato nella scuderia di WePub, Francesco Aquino, il cui romanzo sarà disponibile in ebook da giovedì 26 settembre – però potete già leggere i primi capitoli in anteprima su 10righedailibri.it.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Per scelta, della casa editrice, in questo caso. Ho trovato stima e competenza nelle persone con cui ho lavorato. Un progetto serio e tanta passione. Poi non si può far finta di niente, tra meno di 10 anni la maggior parte dei file di testo sarà pubblicata in digitale. Anche grazie al continuo miglioramento della tecnologia. Già ora, con alcuni dispositivi, non si nota la differenza tra un libro e un ebook. Però non penso che il libro scomparirà definitivamente, perché ha il vantaggio di essere un oggetto concreto e all’uomo piace comprare e possedere oggetti. Un po’ come il vinile, tornato, ora, alla ribalta.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Lussurioso, sadico, terapeutico.

3. Come sei presente sul web? E quanto?
Ho solo un profilo Facebook che uso pochissimo, più che altro per restare in contatto con amici lontani. Non sono quel genere di persona che ama passare ore e ore sui social network. Non ho nulla contro, è solo che dopo un po’ mi annoio. Non mi piace quando il social ntework è usato per per esaltare il proprio ego. E ho paura, che con il passare degli anni, la gente comincerà a rinunciare a un libro, un film, una mostra, per stare lì dentro. Il rischio è che la letteratura tornerà ad interessare un pubblico sempre più ristretto: scrittori, critici, addetti ai lavori. Che poi, forse, è un bene, perché le case editrici cominceranno a a puntare su pochi libri di qualità. Ma questo è un discorso lungo, perché ci sono anche libri mainstream scritti bene.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Kilgore Trout. Scrittore di fantascienza trash che pubblica i suoi romanzi su riviste pornografiche. Il personaggio più celebre di Kurt Vonnegut (un genio). Sarebbe interessante andare a mangiare una pizza con lui. Parlare di Dio, senso della vita, origine dell’universo. Anche se bisogna mettere in conto di offrirgli la cena.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Gregor Samsa, il protagonista della Metamorfosi di Kafka. Sarebbe nauseante andare a bere un caffè con quel gigantesco insetto. Tutta la gente che guarda il nostro tavolino inorridita. Arriverebbero la polizia, scienziati da tutto il mondo, giornalisti. No, meglio di no.

6. Gli autori di cui hai letto più libri?
J.M.Coetzee e Don Delillo.

7. Estate o inverno?
Estate. Sono pur sempre un ragazzo del sud. (volevo mettere una faccina sorridente alla fine di questa frase, ma poi ho evitato, aprendo una parentesi per dire che anche il mare d’inverno non è niente male, ma l’estate è l’estate. Se non ci fossero tutte quelle zanzare, però. In Calabria ci sono dei tramonti spettacolari, credetemi).

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto o con uno ancora da leggere?
Con un libro ancora da leggere, tranne se hai la possibilità di portare con te Infinite jest di DF Wallace (e perché non dovresti averne la possibilità?). Per due, tre mesi sei a posto (considerando che su un isola deserta non puoi leggere tutto il giorno perché devi darti da fare per sopravvivere, trovare da mangiare, costruire una casetta di legno, andare alla ricerca delle noci di cocco, della legna per accendere un fuoco, insomma, non è che si ha tutto questo tempo per leggere). Più di 1000 pagine comprese le note. Poi credo che in quel libro sia rinchiusa tutta la letteratura americana degli ultimi 60 anni, una volta finito è come se si fosse letto Hemingway, Fitzgerald, Pynchon, Salinger, in un unico grande mega volume.

9. Dove leggi ebook?
Su un Kindle e mi trovo benissimo. Una biblioteca a portata di mano, anche se i primi  tempi iniziavo un libro e poi, a un certo punto, passavo a un altro e a un altro ancora e mi ritrovavo a leggere quattro, cinque libri contemporaneamente, confondendo, di conseguenza, trame e personaggi (è stupido, lo so). Ora, invece, ne leggo massimo due contemporaneamente.

10. In quale autore ti reincarneresti?
Scelgo un filosofo, si tratta di Arthur Schopenhauer e per un motivo semplicissimo: grazie a una ricca rendita lasciatagli dal padre, ha potuto passare la sua vita a scrivere, ragionare, domandarsi e rispondere (o almeno provare a rispondere) alle domande fondamentali dell’uomo (sempre quelle, già). Senza l’assillo di dover trovare un lavoro per sopravvivere (anche se lui non è stato con le mani in mano, ma ha studiato e ha anche insegnato), si è dedicato alla sua vocazione.
Una fortuna. Questo non significa che non si possa essere degli scrittori anche lavorando come la maggior parte degli uomini. L’esempio di Raymond Carver dimostra proprio il contrario. Ma se io potessi scegliere, preferirei avere una rendita e scrivere. Ovviamente, sarei un folle, se avessi questa possibilità e scegliessi un autore alla Bukowski, per esempio.