10 domande semiserie per autori digitali: Riccardo Savoldo

Il romanzo di Riccardo Savoldo Lavori impossibili. Amori, truffe e un cespuglio rotolante ci ha conquistati perché ci ha fatto ridere, e far ridere (intenzionalmente!) non è mai una cosa facile. Ancor più se si parla di lavoro e anzi, per l’esatezza, di un neolaureato in Scienze della Comunicazione che comincia a muovere i primi passi nel mirabilante mondo degli stage non retribuiti / contratti a progetto / partite iva etc. E poi Mac, il cespuglio rotolante di cui sopra, è irresistibile.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
A questa domanda dovrei rispondere con un pipa in bocca, un bicchiere di brandy in mano, seduto davanti ad un camino: “Ho valutato diverse opportunità, i pro e i contro, analizzato i report di mercato dei miei agenti ed infine ho fatto la scelta migliore.” Quindi la risposta è: per caso. E comunque se dobbiamo iniziare da qualche parte iniziamo dal nuovo, no? Se poi arrivano riscontri positivi da una casa editrice che pubblica solo ebook lo prendo come un segno del destino.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Faticoso, presuntuoso, pericoloso.

3. Come sei presente sul web? E quanto?
Utilizzo quasi tutti i principali social-cosi. Mi faccio gli affari degli altri ma quando penso di fare un post mi chiedo sempre: “Ma alla gente gliene fregherà qualcosa di come mi sono svegliato stamattina?” Di solito la conclusione è che non scrivo niente. Un blog sarebbe più interessante ma ci vuole troppo impegno. Solo il pensiero mi ha già fatto venire il mal di testa.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Sarà che l’ho conosciuto da poco ma mi viene in mente subito Marvin, il robot depresso della Guida Galattica per autostoppisti. Sai che matte risate?

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
La stupida, bigotta, banale e nemmeno sensuale poliziotta (ovvio, non ricordo il nome) di Vaticanum – Il manoscritto esoterico.

6. L’autore di cui hai letto più libri?
Credo sia ancora in testa Valerio Massimo Manfredi, ma Asimov è in rimonta.

7. Estate o inverno?
Sempre più inverno man mano che invecchio. Ormai sono allergico al sole diretto, a volte ho paura di essere assalito da ragazzine in astinenza da vampiri glitterati.

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto o con uno ancora da leggere?
Non ho mai amato rileggere vecchi libri, anche se qualcuno lo meriterebbe. Quindi meglio uno nuovo. Se poi è brutto cosa c’è di meglio che passare il resto dei tuoi giorni lamentandoti e spiegando a Venerdì i mille motivi per cui tu l’avresti scritto meglio?

9. Dove leggi ebook?
Che domande! In bagno. Ah, intendevate su che lettore? Ops… allora Kobo Mini. Dal punto di vista estetico e tattile è fighissimo. Ammetto che se provo a leggere qualcosa con foto o grafici gli occhi mi si intrecciano un po’, ma sta in tutte le tasche e così è diventato la mia salvezza in ogni momento di attesa dal dottore/coda al supermercato/compagnia di persona noiosa che non si accorge nemmeno che sto leggendo mentre continua parlare dei suoi problemi intestinali.

10. In quale autore ti reincarneresti?
Dico Virgilio. Poeta ufficiale all’apice dello splendore di Roma, circondato da un gruppo di personcine di non scarso ingegno, accanto al creatore dell’Impero. Essere al centro del centro del mondo e togliersi lo sfizio di fare lo snob scrivendo di pastori e contadinelle sperduti ai margini della civiltà. Impagabile.

WePub a Bookcity

Come sicuramente molti di voi già sanno, dal 21 al 24 novembre si terrà la seconda edizione di Bookcity Milano, rassegna dedicata al mondo della lettura e dell’editoria.

La manifestazione prevede l’intervento di oltre 1200 tra autori e addetti ai lavori vari, tra i quali ci saremo anche noi: domenica 24 alle ore 10 parteciperemo infatti a Chi è il reader’s community manager? Nuove professioni alla prova del web, incontro dedicato appunto alle figure professionali legate all’ebook e all’editoria digitale in genere.

Se volete fare due chiacchiere con noi e gli altri relatori, vi aspettiamo nella Sala Conferenze di Palazzo Reale!

 

Il nonno diceva che la muagia definisce l’orizzonte delle nostre vite e ne costituisce il limite tangibile. Non penso fosse un complimento, sembrava insofferente a questo legame. Mi raccontava tante cose, quando tornava a casa. Mi raccontava – lui che sapeva di grasso e di sale – delle pompe e del loro eterno sbuffare, del calore del loro cuore metallico, del muro che rendeva sicure le nostre case, di quant’era spesso e profondo. Dei misteri che si annidavano nelle sue mille stanzette, misteri perduti dalla morte dei suoi costruttori. Ma mi raccontava anche del mare, là fuori dalla muagia, che era blu e piatto sotto il sole arrabbiato d’estate e grigio-verde d’inverno. Di come profumava di fresco e d’amaro e di come prendesse a ceffoni il ferro con le sue onde, quand’era di umore cattivo. Di quanto era grande.

Valentina Coscia, Ultimo orizzonte

Pillole di editoria digitale

Inauguriamo con questo post una rubrica aperiodica che raccoglierà e riassumerà alcune tra le principali notizie relative al mondo dell’editoria digitale italiana, e non solo.

Ma bando alle ciance e andiamo subito al dunque: di cosa si è parlato questa settimana? Soprattutto di selfpublishing (il 19 e 20 ottobre si è tenuta a Senigallia la prima edizione dell’International Self Publishing Festival). Settimana scorsa sul blog di Bookrepublic è comparso un post dal titolo “Il selfpublishing conviene?” in cui l’autore scrive:

Se è vero che il selfpublishing è parte della buona, o presunta tale, “economia dell’abbondanza”, continua tuttavia a scontrarsi con la scarsità della principale risorsa del lettore: il tempo. Per quanto buoni siano gli algoritmi che ci profilano, consigliano e customizzano, è estremamente probabile che il piacere che ci può derivare da una buona lettura sia mediamente più basso, perché è più probabile che incontriamo contenuti che non ci piacciono.

La conclusione è che il selfpublishing non è vantaggioso per i lettori. Come potete immaginare (e come potete leggere nei commenti al post), l’articolo ha fatto molto discutere. Tra le tante risposte, segnaliamo quella di Davide Mana su Strategie Evolutive. Secondo Davide l’abbondanza è sempre un fattore positivo, sta al lettore informarsi e sapersi orientare nella giungla degli ebook autopubblicati:

Era meglio quando potevo scegliere fra 80.000 titoli, e provare qualcosa di nuovo rischiando una decina di euro, o è meglio ora, che posso scegliere fra 800.000 titoli, e se voglio correre il rischio e provare qualcosa di nuovo, mi brucio 99 centesimi?

Il dibattito è aperto.

Dagli ebook agli ebook reader: a partire da lunedì 21 sarà possibile acquistare i reader di Kobo anche nelle librerie Feltrinelli. Una partnership che, secondo Antonio Tombolini, equivale a una sconfitta per la casa editrice:

[Dopo Mondadori] anche Feltrinelli decide di ritirarsi dal mercato degli ebook, e di mettere a disposizione di Kobo i propri punti vendita e i propri utenti digitali.

Qui potete invece leggere l’intervista di Luca Albani a Paolo Soraci, capo ufficio stampa laFeltrinelli, che spiega le caratteristiche di questa partnership.

A proposito di Mondadori: il 29 ottobre debutterà la nuova piattaforma di “pop-publishing” del gruppo editoriale di Segrate. Di cosa si tratta? Come spiega Edoardo Brugnatelli, responsabile del progetto, sarà dedicata a chi “vuole imparare a scrivere nell’era del digitale”. Niente selfpublishing in senso stretto, dunque, ma un portale che metterà a disposizione degli utenti “consigli autorevoli” e che darà a tutti “la possibilità di acquisire delle competenze sia sulla scrittura sia sulla pubblicazione, per poi, nel caso, auto-pubblicarsi”.

Infine, un consiglio e una segnalazione. Il consiglio, anzi, le tre proposte, sono di Ivan Rachieli e sono rivolte alle case editrici, colpevoli, a suo avviso, di non svolgere un’efficace attività di marketing per promuovere i loro prodotti:

È chi commercializza un prodotto che deve impegnarsi per venderlo al meglio, non i suoi potenziali acquirenti ad essere incaricati di fare di tutto pur di comprarlo. Dunque, la responsabilità non è dei lettori che non comprano, ma di chi pubblica che non sa vendere.

La segnalazione invece riguarda un articolo pubblicato su Finzioni che ci tocca da vicino: si tratta della recensione a La gente di Sainte Sophie, il romanzo d’esordio di Francesco Aquino da noi pubblicato lo scorso 26 settembre.

Buon weekend e buona lettura, a settimana prossima.

Era come se una star di Hollywood avesse di colpo perso tutto (fama, ricchezza, cani e amanti) e fosse finita in una topaia di un quartiere periferico di Los Angeles, dove la sola cosa che le fosse rimasta era se stessa. Una se stessa fatta bene, fiera di possedere un corpo ignaro dei sessantacinque anni trascorsi nel mondo. Nulla di ciò che la circondava era all’altezza del suo fisico, scolpito dall’équipe del miglior centro di chirurgia plastica in circolazione, nulla poteva eguagliare la sua bellezza innaturale, a partire dal luogo in cui viveva fino alla biancheria intima che indossava. Ma questo, invece di esasperare la signora Lazlom, la inorgogliva.
E lo si poteva arguire da come si rapportava agli altri, e cioè con una sorta di superiorità che, paradossalmente, scaturiva dalla convinzione di essere soltanto un corpo.

Filippo Loro, Judith

10 domande semiserie per autori digitali: Sergio Donato

Sergio Donato è (tra le altre cose) l’autore di È qui che dobbiamo stare, una raccolta di racconti impressionantemente belli. Forse è per questo che non abbiamo avuto dubbi e abbiamo deciso subito all’unanimità di pubblicarli? Immagino proprio di sì. E così È qui che dobbiamo stare è diventato il primo ebook del nostro catalogo. Eh già, Sergio è con noi fin dalla prima ora, e queste sono le sue risposte alle nostre 10 domande semiserie per autori digitali.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Per scelta. Perché l’oggetto libro contiene ricordi più personali: un’orecchia alla copertina fatta mentre lo mettevi nello zaino, una dedica di una ragazza che hai amato, il peso di un volume di cinquecento pagine quando avevi sei anni. L’ebook, invece, è un estratto purissimo di scrittura. Un ebook non può barare sui ricordi. Se un ebook è brutto non può mediare il perdono offrendoti idoli materiali.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Profondo, estenuante, infinito.

3. Come sei presente sul web? E quanto?
Ho un blog, un uccellino, un + e ho abbandonato Facebook perché è diventato un accentratore di esistenze, un asciugatore di tempo. Non sono un viveur della retesociale, ho paura di diventare un’inconsapevole macchina di marketing che diventa noiosa al crescere del suo funzionamento.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Fedor Ivanovic Lavreckij; per versargli un bicchiere di vino rosso e dirgli che va tutto bene.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Non bevo caffè.

6. L’autore di cui hai letto più libri?
Joe R. Lansdale, perché invece di scrivere usa il teletrasporto.

7. Estate o inverno?
Primissimi giorni di primavera.

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto o con uno ancora da leggere?
Un naufragio e un’isola deserta sono incognite così grandi che preferirei non avere anche quella di un libro che non ho ancora letto. Salverei dal relitto della mia barca “Pufi, il cane sportivo” di Emilio De Martino. È stato il primo libro regalatomi, da bambino. Lo leggerei alla fine di tutto, in pace, dopo essermi assicurato della mia sopravvivenza.

9. Dove leggi ebook?
Su un’isola deserta. E poi negli stessi posti in cui leggo i libri, con il vantaggio di riuscire a cambiare lettura quando sono in bagno senza lasciare la zona deputata alla sosta obbligatoria.

10. In quale autore ti reincarneresti?
In me. Avrei già la fortuna di tornare, mi sembrerebbe indiscreto chiedere anche il corpo di Raymond Carver.

La gente di Sainte Sophie diceva che Jacques Paget suonava il pianoforte solo nel suo appartamento e in nessun altro posto. Come se il mondo esterno fosse un’illusione. Una realtà non necessaria alla sua esistenza e al suo sostentamento. Diceva che aveva una trentina d’anni. Che aveva perso entrambi i genitori quand’era ancora un bambino ignaro che la vita potesse avere una fine, che non parlava mai con nessuno e, soprattutto, che non usciva mai – ma proprio mai – dal suo appartamento.
Alcuni dicevano anche che mangiava una sola volta al giorno, a cena, e che lo faceva solo per necessità – come un animale – senza piacere né ingordigia.
Qualcun altro diceva che era un genio, un artista solitario custode di chissà quale segreto o maledizione. Qualcun altro ancora che non era nessuno.
Ma l’unica cosa certa era che Jacques Paget iniziava a suonare alle tre precise del pomeriggio e si fermava solo al calar del sole. Poi, il giorno dopo, ricominciava. Con maniacale serietà. E durante tutto quel lungo assolo, durante tutto quel tempo, a Sainte Sophie, lontano dalla sua abitazione, succedeva una cosa, un fatto, una follia di cui nessuno era capace anche solo di azzardare una spiegazione che non invadesse il campo dell’irrazionalità… Ecco… Succedeva che il mare… Il mare, mentre Jacques Paget suonava, era sempre calmo e, se non lo era già, lo diventava. Con la pioggia, la nebbia o il vento, il mare… Dal nulla, in pochi minuti, diventava calmo, pacato, tranquillo; e le onde, che fino ad allora avevano sbattuto contro gli scogli con forza e ferocia, iniziavano ad accarezzarli di un amore istintivo e a ritirarsi piano piano dalla spiaggia, fino a formare un immobile tavola azzurra.

Francesco Aquino, La gente di Sainte Sophie

La sinossi, questa sconosciuta

Riceviamo ogni mese moltissimi manoscritti: come sapete, ci impegniamo a leggere e valutare tutte le opere che ci inviate e a rispondere a tutti, anche in caso di giudizio negativo.

Ci sono però alcune semplici regole da rispettare, pena la squalifica. Tra queste, una delle più importanti è la presenza della sinossi.

Cos’è una sinossi? La sinossi non è una quarta di copertina. Non è nemmeno una prefazione: la sinossi è un riassunto.

Lo scopo della sinossi è presentare nel modo più chiaro e completo possibile struttura e contenuto del vostro romanzo (contesto, trama, personaggi…), dall’inizio alla fine: insomma, nella sinossi gli spoiler sono obbligatori.

Perché queste precisazioni? Perché continuiamo a ricevere opere prive di sinossi o precedute da testi che sinossi non sono. Come recita il punto 3 del nostro regolamento, “ogni opera dovrà tassativamente essere preceduta dal piano della stessa, ovvero una breve presentazione e sinossi (all’interno dello stesso file dell’opera)”.

Cosa succede quando la nostra redazione riceve un’opera priva di sinossi? La cestina: le opere prive di sinossi vengono scartate in partenza, senza nemmeno essere lette.

5 domande semiserie per lettori digitali

Cosa pensate del vostro ebook reader? Qual è stato il vostro primo ebook? E quanto avete speso? Qui a WePub abbiamo deciso di conoscere un po’ meglio i nostri lettori. E oggi è il turno di Valentina.

1. Il primo ebook non si scorda mai. O no? Comunque,  qual è il titolo della tua prima volta digitale?
Nina, La bambina della sesta luna, di Moony Witcher.
2. Ok il prezzo è giusto: quanto sei disposto a spendere per un ebook?
Fino a 9 euro.
3. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Sherlock Holmes.
4. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Voldemort.
5. Se fossi un ebook reader, saresti un…?
Kobo.

Se volete partecipare, inviateci le vostre risposte a comunicazione@wepub.it: siamo curiosi di conscervi meglio!