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L’IVA al 4% e un nuovo romanzo

Come molti di voi certamente sanno, a partire dal 1 gennaio l’IVA sugli ebook è stata equiparata a quella dei libri cartacei (4%). Questo risultato è stato ottenuto a seguito di una massiccia campagna (la famigerata #unlibroèunlibro) promossa da AIE e sostenuta (ovviamente) dagli editori italiani.

Come si intuisce dal nome, la campagna ha fatto leva sul lato emotivo della vicenda, concentrandosi sui contenuti e tralasciando la forma. Forma che, tuttavia, ha molto a che fare con i reali motivi per cui i libri godono dell’IVA agevolata. Se volete approfondire l’argomento vi segnaliamo due articoli, uno di Sergio Donato, autore di È qui che dobbiamo stare, l’altro di Marco Ghezzi, fondatore di Bookrepublic.

Sia chiaro: anche noi siamo felici della riduzione dell’IVA sugli ebook. A nostro avviso, però, questa operazione nasce da premesse parzialmente errate e rischia di essere «discriminatoria» nei confronti di altre forme di intrattenimento digitali. In breve: per quale motivo un ebook, che è in tutto e per tutto un file, può godere dell’IVA al 4%, mentre un album in mp3 (o un film in formato digitale, o ancora un videogioco in digital delivery) no? Forse, invece di strillare slogan e postare foto sui social network, sarebbe più utile una riflessione in merito.

Molti lettori si sono (giustamente) chiesti: dal momento che l’IVA è scesa, anche i prezzi degli ebook si sono adeguati di conseguenza? Nella maggioranza dei casi la risposta è no, o comunque l’abbassamento dei prezzi non è stato proporzionale a quello dell’IVA. Nel nostro caso, abbiamo deciso di mantenere i prezzi dei nostri ebook invariati per un motivo molto semplice: li vendevamo già a prezzi estremamente contenuti.

Ma passiamo a cose più interessanti: abbiamo ufficialmente iniziato a lavorare a un nuovo ebook. Si tratta di un romanzo epistolare scritto a 6 mani, ambientato in parte a Bologna, in parte a Praga, in parte in qualche remoto angolo d’Europa. Per ora non possiamo dirvi altro, tranne una cosa: è esilarante! La data di pubblicazione è ancora incerta: dopo una fase di lavorazione preliminare inizieremo in questi giorni l’editing vero e proprio. L’obiettivo, comunque, è farlo uscire entro la primavera.

Buone letture, a presto!

Manca poco!

Quote Ebook Filippo Loro

Ci siamo quasi: venerdì esce il nostro nuovo ebook, Pratiche d’amore nell’emisfero australe di Filippo Loro, il “papà” di Judith.

Il romanzo racconta la storia di Nunoe, moglie adolescente di un diplomatico giapponese.
Nunoe sta precipitando. Si è appena buttata dal decimo piano del nuovissimo municipio di Melbourne. E si è appena innamorata di un surfista australiano. La serata di inaugurazione del nuovo municipio non avrebbe potuto avere esito più imprevisto.
Nunoe precipita e con lei frammenti di futuro, ricordi e pensieri. Tra non molto si schianteranno con lei sull’asfalto, dove tutto avrà fine. O, forse, avrà inzio.

In questi giorni stiamo pubblicando alcune citazioni dei protagonisti del romanzo, i personaggi che si incrociano e si sfiorano durante la festa di inaugurazione: se volete cominciare a conoscerli, le trovate tutte in questa bacheca su Pinterest.

“Pratiche d’amore nell’emisfero australe”: un nuovo ebook in arrivo

Cover

Venerdì 26 settembre uscirà l’ebook Pratiche d’amore nell’emisfero australe, il nuovo romanzo di Filippo Loro di cui da ieri vi stiamo proponendo alcune pillole.

È la storia di una giovanissima (e geniale) ragazza giapponese e di un surfista (e playboy) australiano, di una regista militante e di un diplomatico nipponico, di una femme fatale e di un sindaco ossessionato da Central Park, tutti riuniti alla festa di inaugurazione dell’edificio più ecocompatibile al mondo, di un volo a precipizio e di un tanatoprattore. È una storia fatta di tante storie e di personaggi che ci hanno conquistato fin dalle prime pagine.

Ne volete un assaggio? Lunedì prossimo tutti gli iscritti alla nostra newsletter riceveranno i primi capitoli dell’ebook in anteprima. Se non siete ancora iscritti alla nostra newsletter, rimediate subito: basta compilare l’apposito form in homepage sul nostro sito (è questione di pochi secondi!).

iscrizione newsletter wepub

E, a proposito di anticipazioni: come sapete, da alcuni mesi abbiamo sospeso la ricezione di nuove opere. Stiamo però finendo di smaltire gli arretrati, per cui a partire da inizio ottobre sarà di nuovo possibile inviarci manoscritti. Stay tuned e a lunedì!

10 domande semiserie per autori digitali: Filippo Loro

Filippo Loro, copywriter di professione, ama i bonsai, il vino, i libri di David Foster Wallace e la black music. Insomma, lavoro a parte, tutta roba naturale. Ci ha conquistati con Judith, una di quelle donne capaci davvero di cambiarti la vita, e così abbiamo pubblicato anche Body 2.0, un racconto lungo apparso a puntate su THe iNCIPIT (se non conoscete THe iNCIPIT, colmate la lacuna!) dove di Judith si parla ancora.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Finora per scelta.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Gratificante, frustrante, urticante.

3. Come sei presente sul web? (Blog, Twitter, Facebook…) E quanto?
Wordpress, Twitter, Facebook, Flickr, Google+, Diaspora… Sono presente quasi dovunque. E quasi mai.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Con Alfred Lambert, l’anziano capofamiglia de Le Correzioni di Franzen.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Uno qualsiasi dei personaggi di Proust.

6. L’autore di cui hai letto più libri?
Salman Rushdie.

7. Estate o inverno?
Autunno tendente all’inverno.

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto [se sì, quale?] o con uno ancora da leggere?
Assolutamente con uno già letto. Direi Infinite Jest.

9. Dove leggi ebook?
In tutti i luoghi dove ci sono tempi di attesa più o meno lunghi. Soprattutto in viaggio e in bagno.

10. In quale autore [di qualsiasi epoca] ti reincarneresti?
Jules Verne.

Pillole di editoria digitale

Inauguriamo con questo post una rubrica aperiodica che raccoglierà e riassumerà alcune tra le principali notizie relative al mondo dell’editoria digitale italiana, e non solo.

Ma bando alle ciance e andiamo subito al dunque: di cosa si è parlato questa settimana? Soprattutto di selfpublishing (il 19 e 20 ottobre si è tenuta a Senigallia la prima edizione dell’International Self Publishing Festival). Settimana scorsa sul blog di Bookrepublic è comparso un post dal titolo “Il selfpublishing conviene?” in cui l’autore scrive:

Se è vero che il selfpublishing è parte della buona, o presunta tale, “economia dell’abbondanza”, continua tuttavia a scontrarsi con la scarsità della principale risorsa del lettore: il tempo. Per quanto buoni siano gli algoritmi che ci profilano, consigliano e customizzano, è estremamente probabile che il piacere che ci può derivare da una buona lettura sia mediamente più basso, perché è più probabile che incontriamo contenuti che non ci piacciono.

La conclusione è che il selfpublishing non è vantaggioso per i lettori. Come potete immaginare (e come potete leggere nei commenti al post), l’articolo ha fatto molto discutere. Tra le tante risposte, segnaliamo quella di Davide Mana su Strategie Evolutive. Secondo Davide l’abbondanza è sempre un fattore positivo, sta al lettore informarsi e sapersi orientare nella giungla degli ebook autopubblicati:

Era meglio quando potevo scegliere fra 80.000 titoli, e provare qualcosa di nuovo rischiando una decina di euro, o è meglio ora, che posso scegliere fra 800.000 titoli, e se voglio correre il rischio e provare qualcosa di nuovo, mi brucio 99 centesimi?

Il dibattito è aperto.

Dagli ebook agli ebook reader: a partire da lunedì 21 sarà possibile acquistare i reader di Kobo anche nelle librerie Feltrinelli. Una partnership che, secondo Antonio Tombolini, equivale a una sconfitta per la casa editrice:

[Dopo Mondadori] anche Feltrinelli decide di ritirarsi dal mercato degli ebook, e di mettere a disposizione di Kobo i propri punti vendita e i propri utenti digitali.

Qui potete invece leggere l’intervista di Luca Albani a Paolo Soraci, capo ufficio stampa laFeltrinelli, che spiega le caratteristiche di questa partnership.

A proposito di Mondadori: il 29 ottobre debutterà la nuova piattaforma di “pop-publishing” del gruppo editoriale di Segrate. Di cosa si tratta? Come spiega Edoardo Brugnatelli, responsabile del progetto, sarà dedicata a chi “vuole imparare a scrivere nell’era del digitale”. Niente selfpublishing in senso stretto, dunque, ma un portale che metterà a disposizione degli utenti “consigli autorevoli” e che darà a tutti “la possibilità di acquisire delle competenze sia sulla scrittura sia sulla pubblicazione, per poi, nel caso, auto-pubblicarsi”.

Infine, un consiglio e una segnalazione. Il consiglio, anzi, le tre proposte, sono di Ivan Rachieli e sono rivolte alle case editrici, colpevoli, a suo avviso, di non svolgere un’efficace attività di marketing per promuovere i loro prodotti:

È chi commercializza un prodotto che deve impegnarsi per venderlo al meglio, non i suoi potenziali acquirenti ad essere incaricati di fare di tutto pur di comprarlo. Dunque, la responsabilità non è dei lettori che non comprano, ma di chi pubblica che non sa vendere.

La segnalazione invece riguarda un articolo pubblicato su Finzioni che ci tocca da vicino: si tratta della recensione a La gente di Sainte Sophie, il romanzo d’esordio di Francesco Aquino da noi pubblicato lo scorso 26 settembre.

Buon weekend e buona lettura, a settimana prossima.

10 domande semiserie per autori digitali: Sergio Donato

Sergio Donato è (tra le altre cose) l’autore di È qui che dobbiamo stare, una raccolta di racconti impressionantemente belli. Forse è per questo che non abbiamo avuto dubbi e abbiamo deciso subito all’unanimità di pubblicarli? Immagino proprio di sì. E così È qui che dobbiamo stare è diventato il primo ebook del nostro catalogo. Eh già, Sergio è con noi fin dalla prima ora, e queste sono le sue risposte alle nostre 10 domande semiserie per autori digitali.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Per scelta. Perché l’oggetto libro contiene ricordi più personali: un’orecchia alla copertina fatta mentre lo mettevi nello zaino, una dedica di una ragazza che hai amato, il peso di un volume di cinquecento pagine quando avevi sei anni. L’ebook, invece, è un estratto purissimo di scrittura. Un ebook non può barare sui ricordi. Se un ebook è brutto non può mediare il perdono offrendoti idoli materiali.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Profondo, estenuante, infinito.

3. Come sei presente sul web? E quanto?
Ho un blog, un uccellino, un + e ho abbandonato Facebook perché è diventato un accentratore di esistenze, un asciugatore di tempo. Non sono un viveur della retesociale, ho paura di diventare un’inconsapevole macchina di marketing che diventa noiosa al crescere del suo funzionamento.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Fedor Ivanovic Lavreckij; per versargli un bicchiere di vino rosso e dirgli che va tutto bene.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Non bevo caffè.

6. L’autore di cui hai letto più libri?
Joe R. Lansdale, perché invece di scrivere usa il teletrasporto.

7. Estate o inverno?
Primissimi giorni di primavera.

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto o con uno ancora da leggere?
Un naufragio e un’isola deserta sono incognite così grandi che preferirei non avere anche quella di un libro che non ho ancora letto. Salverei dal relitto della mia barca “Pufi, il cane sportivo” di Emilio De Martino. È stato il primo libro regalatomi, da bambino. Lo leggerei alla fine di tutto, in pace, dopo essermi assicurato della mia sopravvivenza.

9. Dove leggi ebook?
Su un’isola deserta. E poi negli stessi posti in cui leggo i libri, con il vantaggio di riuscire a cambiare lettura quando sono in bagno senza lasciare la zona deputata alla sosta obbligatoria.

10. In quale autore ti reincarneresti?
In me. Avrei già la fortuna di tornare, mi sembrerebbe indiscreto chiedere anche il corpo di Raymond Carver.

5 domande semiserie per lettori digitali

Cosa pensate del vostro ebook reader? Qual è stato il vostro primo ebook? E quanto avete speso? Qui a WePub abbiamo deciso di conoscere un po’ meglio i nostri lettori. E oggi è il turno di Valentina.

1. Il primo ebook non si scorda mai. O no? Comunque,  qual è il titolo della tua prima volta digitale?
Nina, La bambina della sesta luna, di Moony Witcher.
2. Ok il prezzo è giusto: quanto sei disposto a spendere per un ebook?
Fino a 9 euro.
3. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Sherlock Holmes.
4. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Voldemort.
5. Se fossi un ebook reader, saresti un…?
Kobo.

Se volete partecipare, inviateci le vostre risposte a comunicazione@wepub.it: siamo curiosi di conscervi meglio!

Esce oggi il nostro nuovo ebook

Cover_Aquino_wpOggi qui a WePub brindiamo per l’uscita di La gente di Sainte Sophie, il nono titolo che entra a far parte del nostro catalogo. Francesco Aquino, studente della Scuola Holden, è il sesto autore esordiente da noi pubblicato in un anno e mezzo di attività: che dire, son soddisfazioni! (E sì, siamo selettivi!).

Ci auguriamo che la storia di Jacques Paget, il misterioso pianista di Sainte Sophie che incanta le onde con la sua musica, vi conquisti come ha conquistato noi: quando, sommerso tra decine di manoscritti, ne spunta uno davvero speciale, uno che ha quella scintilla in più, ecco, quelli sono i momenti in cui ci sentiamo fieri del nostro lavoro.

E per la prima settimana l’ebook è in vendita al prezzo speciale di €1,99.

Buona lettura a tutti!

10 domande semiserie per autori digitali – Francesco Aquino

Oltre a sapere cosa pensano i lettori degli ebook, vogliamo conoscere il parere degli autori. E, in particolare, dei “nostri”, per farveli conoscere meglio. Cominciamo con l’ultimo arrivato nella scuderia di WePub, Francesco Aquino, il cui romanzo sarà disponibile in ebook da giovedì 26 settembre – però potete già leggere i primi capitoli in anteprima su 10righedailibri.it.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Per scelta, della casa editrice, in questo caso. Ho trovato stima e competenza nelle persone con cui ho lavorato. Un progetto serio e tanta passione. Poi non si può far finta di niente, tra meno di 10 anni la maggior parte dei file di testo sarà pubblicata in digitale. Anche grazie al continuo miglioramento della tecnologia. Già ora, con alcuni dispositivi, non si nota la differenza tra un libro e un ebook. Però non penso che il libro scomparirà definitivamente, perché ha il vantaggio di essere un oggetto concreto e all’uomo piace comprare e possedere oggetti. Un po’ come il vinile, tornato, ora, alla ribalta.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Lussurioso, sadico, terapeutico.

3. Come sei presente sul web? E quanto?
Ho solo un profilo Facebook che uso pochissimo, più che altro per restare in contatto con amici lontani. Non sono quel genere di persona che ama passare ore e ore sui social network. Non ho nulla contro, è solo che dopo un po’ mi annoio. Non mi piace quando il social ntework è usato per per esaltare il proprio ego. E ho paura, che con il passare degli anni, la gente comincerà a rinunciare a un libro, un film, una mostra, per stare lì dentro. Il rischio è che la letteratura tornerà ad interessare un pubblico sempre più ristretto: scrittori, critici, addetti ai lavori. Che poi, forse, è un bene, perché le case editrici cominceranno a a puntare su pochi libri di qualità. Ma questo è un discorso lungo, perché ci sono anche libri mainstream scritti bene.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Kilgore Trout. Scrittore di fantascienza trash che pubblica i suoi romanzi su riviste pornografiche. Il personaggio più celebre di Kurt Vonnegut (un genio). Sarebbe interessante andare a mangiare una pizza con lui. Parlare di Dio, senso della vita, origine dell’universo. Anche se bisogna mettere in conto di offrirgli la cena.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Gregor Samsa, il protagonista della Metamorfosi di Kafka. Sarebbe nauseante andare a bere un caffè con quel gigantesco insetto. Tutta la gente che guarda il nostro tavolino inorridita. Arriverebbero la polizia, scienziati da tutto il mondo, giornalisti. No, meglio di no.

6. Gli autori di cui hai letto più libri?
J.M.Coetzee e Don Delillo.

7. Estate o inverno?
Estate. Sono pur sempre un ragazzo del sud. (volevo mettere una faccina sorridente alla fine di questa frase, ma poi ho evitato, aprendo una parentesi per dire che anche il mare d’inverno non è niente male, ma l’estate è l’estate. Se non ci fossero tutte quelle zanzare, però. In Calabria ci sono dei tramonti spettacolari, credetemi).

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto o con uno ancora da leggere?
Con un libro ancora da leggere, tranne se hai la possibilità di portare con te Infinite jest di DF Wallace (e perché non dovresti averne la possibilità?). Per due, tre mesi sei a posto (considerando che su un isola deserta non puoi leggere tutto il giorno perché devi darti da fare per sopravvivere, trovare da mangiare, costruire una casetta di legno, andare alla ricerca delle noci di cocco, della legna per accendere un fuoco, insomma, non è che si ha tutto questo tempo per leggere). Più di 1000 pagine comprese le note. Poi credo che in quel libro sia rinchiusa tutta la letteratura americana degli ultimi 60 anni, una volta finito è come se si fosse letto Hemingway, Fitzgerald, Pynchon, Salinger, in un unico grande mega volume.

9. Dove leggi ebook?
Su un Kindle e mi trovo benissimo. Una biblioteca a portata di mano, anche se i primi  tempi iniziavo un libro e poi, a un certo punto, passavo a un altro e a un altro ancora e mi ritrovavo a leggere quattro, cinque libri contemporaneamente, confondendo, di conseguenza, trame e personaggi (è stupido, lo so). Ora, invece, ne leggo massimo due contemporaneamente.

10. In quale autore ti reincarneresti?
Scelgo un filosofo, si tratta di Arthur Schopenhauer e per un motivo semplicissimo: grazie a una ricca rendita lasciatagli dal padre, ha potuto passare la sua vita a scrivere, ragionare, domandarsi e rispondere (o almeno provare a rispondere) alle domande fondamentali dell’uomo (sempre quelle, già). Senza l’assillo di dover trovare un lavoro per sopravvivere (anche se lui non è stato con le mani in mano, ma ha studiato e ha anche insegnato), si è dedicato alla sua vocazione.
Una fortuna. Questo non significa che non si possa essere degli scrittori anche lavorando come la maggior parte degli uomini. L’esempio di Raymond Carver dimostra proprio il contrario. Ma se io potessi scegliere, preferirei avere una rendita e scrivere. Ovviamente, sarei un folle, se avessi questa possibilità e scegliessi un autore alla Bukowski, per esempio.