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5 domande semiserie per lettori digitali

Cosa pensate del vostro ebook reader? Qual è stato il vostro primo ebook? E quanto avete speso? Qui a WePub abbiamo deciso di conoscere un po’ meglio i nostri lettori. E abbiamo cominciato da una lettrice, Laura.

1. Il primo ebook non si scorda mai. O no? Comunque,  qual è il titolo della tua prima volta digitale?
Judith di Filippo Loro.
2. Ok il prezzo è giusto: quanto sei disposto a spendere per un ebook?
Di sicuro meno di quanto costa l’eventuale versione cartacea! Quello per cui ho speso di più costava 9 euro, e non mi è neanche piaciuto…
3. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Lillian di La scuola degli ingredienti segreti, dopo aver preparato insieme a lei la cena…
4. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Un qualsiasi abitante del paese di Altenhain (Biancaneve deve morire). Non esiste cattivo più cattivo di chi pensa di essere nel giusto.
5. Se fossi un ebook reader, saresti un…?
Non so cosa sarei,  ma di sicuro non sarei un Cybook Odissey. La sua porta usb funziona una volta su tre… e mai quando ho fretta.  Penso di essere più affidabile di lui.

Se volete partecipare, inviateci le vostre risposte a comunicazione@wepub.it: siamo curiosi di conscervi meglio!

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Di ebook e di cover

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Siccome oggi sono un po’ stufa che si dica che WePub non ha copertine, visto che la questione copertine dei nostri ebook è stata discussa fino allo sfinimento e che la ragione della nostra scelta non è nemmeno tanto difficile da intuire (riconoscibilità e leggibilità anche in formato francobollo, più la rigorosa pulizia che ci contraddistingue – almeno nelle intenzioni!), condivido l’immagine di una cover che amo molto. Nessuno si sarebbe sognato di dire che non è una copertina (anzi, personalmente la trovo molto attuale anche a distanza di più di 30 anni), ma, certo, è stata stampata e su una carta diversa da quella del blocco libro. Basta la stampa a farne una copertina? Secondo me no, è una copertina a prescindere dal fatto che sia stata stampata con tanto di sovraccoperta.

La storia della nostra editoria è piena di copertine pulite e minimaliste, dalla vecchia BUR ai tascabili Adelphi, dalla prima ISBN a certa parte della produzione Einaudi (avete presente la cover di Everyman di Roth?).  Ma allora cosa fa di una copertina una copertina? La presenza di immagini? La grammatura della carta? La posizione?

Di cover, grafica e del futuro delle librerie ha recentemente parlato Riccardo Falcinelli, grafico e teorico del design, in un interessante articolo, La grafica e il futuro delle librerie, in cui sfata un po’ di luoghi comuni e immagina un futuro per lettori, librerie, libri di carta ed elettronici.

L’ebook spiegato a mia madre (3) – i pdf

«Sai mamma, sto parlando di te e delle nostre conversazioni sugli ebook».
«Di me? Davvero?»
(Mia madre è molto timida).
«Sì, ma non ti faccio fare brutta figura, anzi!»
«Ma le sapranno già tutti le cose che mi spieghi. Sono io che non le conosco».
(Mia madre ha una sconfinata fiducia in se stessa).
«Ma no, mamma. Guarda che L’ebook spiegato a mia madre è un successo!
C’è molta confusione, non sei solo tu a essere un po’ attratta e un po’ spaventata dall’editoria digitale. Piano, ma stanno cambiando un sacco di cose. Pensa che ci sono autori che si pubblicano da soli in ebook, e in America qualcuno ha fatto anche un sacco di soldi».
«Ma così, senza casa editrice? E chi lavora sul testo?»
«Oh, ogni volta penso di rispondere a domande rimaste in sospeso e tu me ne fai altre! Il capitolo sul selfpublishing, cioè autori che si pubblicano ‘da soli’, lo lasciamo per la prossima settimana. Adesso ti finisco la carrellata sui formati degli ebook!»
«Mi hai già detto di mobi ed ePub, e che su alcuni ebook reader posso leggere altri formati come txt, doc o pdf. C’è altro?»
(Mia madre è molto attenta!)
«Non ti ho detto tutto sul pdf. È un formato molto diffuso e, in un certo senso, molto comodo. Figurati che all’inizio c’era chi pensava che ebook e pdf del libro fossero la stessa cosa».
«Perché?»
«Perché per i libri cartacei prepari il pdf di stampa, immagino. E ai giornalisti mandi il pdf delle bozze via mail. In pratica il pdf è il formato elettronico in cui si mandava [in realtà sarebbe d’obbligo il presente] in giro il libro. Ma è un formato elettronico strettamente legato alla natura ‘cartacea’ del libro: il pdf è fisso, non si reimpagina su un dispositivo di lettura. Per cui, anche quelli che supportano il pdf, potrebbero essere un po’ scomodi…»
«In che senso?»
«Se su un lettore da 6” provo a leggere un pdf in formato A4… be’, insomma, un 6” più o meno è un quarto di un formato A4, non è che renda molto bene. Puoi ingrandirlo, ridurlo, modificare il file, è vero, però…»
«Ma se devi proprio leggere un pdf?»
«Io uso l’iPad. Per i pdf mi ci trovo meglio. Lo schermo è più grande. In più è a colori, e capita di leggere dei pdf ‘tecnici’, con tabelle e grafici che il colore permette di leggere con più facilità».
«Ma non mi avevi detto che lo schermo retroilluminato alla lunga dà fastidio?»
«Sì, ma ti avevo anche detto che la scelta del lettore dipende da cosa vuoi leggere. Al momento, un libro di narrativa lo leggo meglio sull’ebook reader che sulla carta. Ma un testo tecnico lo leggo in pdf sull’iPad. E, in generale, i pdf li leggo sull’iPad. Se dovessi studiare, però, credo che avrei ancora bisogno della carta…»
«Perché dici che leggi meglio narrativa sull’ebook reader
«Perché è più leggero di un libro, posso modificare la dimensione dei caratteri e posso portarmi dietro più libri contemporaneamente senza rompermi la schiena o slogarmi una spalla. Sai che sono una lettrice compulsiva e a seconda dell’umore cambio libro! Anche tu hai sempre almeno tre libri sul comodino, avrò ben preso da qualcuno, mamma, non credi?»

[Questo testo, come tutti quelli della rubrica L’ebook spiegato a mia madre, è apparso 12 mesi fa sul nostro Tumblr: ecco perché risulta un po’ datato – ma non nella sostanza!]

L’ebook spiegato a mia madre (1) – ebook, ebook reader e tablet

«…e insomma dove lavori adesso?»
«In una casa editrice digitale».
«Ah».
«…»
«…»
«È come la casa editrice dove lavoravo prima, più o meno, solo che invece che stampare i libri su carta produce ebook».
«Ah».
«Mamma, lo sai cos’è un ebook?»

Be’, ecco, forse oggi non è andata proprio così. Ma mia madre non sa che lavoro faccio più o meno da quando ho iniziato a lavorare e mantenermi da sola. E non perché io glielo tenga nascosto, ma perché io pure sono una di quei fighetti di lavoratori intellettuali e per mia madre era più facile dire che all’università arrotondavo facendo la cameriera che non spiegare alle sue amiche cosa faccio ora. Per complicarle la vita, poi, ho deciso di passare da una casa editrice tradizionale a una digitale. E allora mi sa che glielo devo. Mamma, adesso te lo spiego.

«Un ebook è un libro digitale. Un file, ma non come un file di Word».
(Che cosa sia un file mia madre lo sa benissimo – anche se forse le sue amiche no!)
«Ah. Ma non è scomodo leggere sul computer?»
«Be’, un ebook lo puoi leggere non solo sul computer ma su dei dispositivi apposta che si chiamano ebook reader. Poi lo puoi leggere anche su un tablet, come questo iPad, ma ebook reader e tablet sono cose diverse.
I tablet hanno lo schermo come quello dei computer, retroilluminato, e quindi possono affaticare di più la vista. Non sono nati apposta per leggerci sopra, fanno un sacco di cose, anche navigare su internet, e lo schermo è a colori.
Gli ebook reader, come quello lì sul tavolo, che è un Kindle, sono fatti per leggere. Hanno una tecnologia che simula la carta e infatti la chiamano ‘inchiostro elettronico’. Lo schermo è in bianco e nero, non riflette e per leggere devi avere la luce. Per me è comodissimo: con meno di 200 g ho in borsa tantissimi ebook. Così posso viaggiare leggera».
(L’ultimo dettaglio in questo dialogo conta molto, visto che io e mia madre non abitiamo nella stessa città).
«Ma perché dici che non è come un file di Word?»
«Gli ebook sono in un formato fatto apposta per permetterti un’esperienza di lettura molto simile a quella su carta: puoi anche ridimensionare il carattere o aumentare l’interlinea, così adatti la ‘pagina’ alle tue esigenze».
«Sembra comodo. Dici che devo prendere anch’io un ebook per leggere?»
«Mamma, almeno tu non fare confusione! Il dispositivo si chiama ebook reader, l’ebook è il contenuto, il libro».
«E come faccio ad avere gli ebook sull’ebook reader? Dove si prendono?»
«Te lo spiego quando vengo la prossima settimana, se no ti annoio!»
«…e non ho ancora capito che lavoro fai!»

[Questo testo, come tutti quelli della rubrica L’ebook spiegato a mia madre, è apparso 12 mesi fa sul nostro Tumblr: ecco perché risulta un po’ datato – ma non nella sostanza!]

La conversione in ebook

Il nostro testo è stato editato, corretto ed è finalmente pronto a entrare nell’ultima fase di produzione: la conversione in ebook.

Svariati software consentono, in modo più o meno accurato, di convertire un documento di testo (o un impaginato) in un file epub. In nessun caso, tuttavia, il risultato è un file pronto a essere commercializzato: se sono sufficienti infatti pochi click in un software free (per esempio Calibre, oppure Writer2epub, ottima estensione per OpenOffice) per ottenere un file epub leggibile, diverso è il discorso per quelli realizzati a scopo professionale e destinati alla commercializzazione, che necessitano di un minuzioso lavoro di pulizia e ottimizzazione del codice. Tra i software professionali adatti allo scopo, Oxygen è uno dei più utilizzati e apprezzati.

Il risultato di questo procedimento sarà un file completo in tutte le sue parti, privo di righe di codice inutile, leggero, ottimizzato per la lettura sui dispositivi portatili e, infine, validato.

La validazione è quel processo che verifica che il file rispetti le specifiche dello standard epub: un file validato è garanzia quindi di completezza, ma non necessariamente di qualità! Un banale esempio? Un file epub validato potrebbe benissimo contenere centinaia di note non linkate, per la gioia dei lettori!

E poi? Poi c’è Amazon. Come sappiamo, Kindle non supporta il formato epub: questo significa che dovremo convertire i nostri epub nel formato AZW o KF8 (il primo è un file mobi protetto da DRM proprietario, il secondo ne è l’evoluzione). Fortunatamente ci viene in aiuto il software (gratuito) Kindle Previewer, che permette di convertire il file e di avere un’anteprima di come il nostro ebook sarà visualizzato sui vari dispositivi di lettura targati Amazon (Kindle, Kindle Touch, Kindle Fire, Kindle Desktop ecc.). Se il file epub di partenza è stato realizzato con cura, basterà apportare qualche piccola modifica al codice per renderlo pienamente compatibile con le linee guida di Amazon e ottenere un file pressoché identico all’epub di partenza.

Insomma, la produzione di ebook di qualità non è cosa da pochi minuti: richiede conoscenza dei linguaggi HTML e XML, dello standard epub, delle caratteristiche dei dispositivi di lettura e delle possibilità offerte dalle varie piattaforme di pubblicazione e di distribuzione. Ma questa è un’altra storia.