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Nunoe is alive!

Spillette

Senza dubbio, non appena il suo corpo avesse toccato il suolo, la notizia sarebbe subito rimbalzata su tutti i mezzi d’informazione, facendo di lei un personaggio pubblico, anche se già morto – lei che in Giappone non aveva vissuto praticamente mai. La sua vita e la sua faccia sarebbero diventate quasi istantaneamente cibo per aziende affamate di gadget. Sarebbe nata una campagna pubblicitaria dedicata al suo gesto, o meglio, che dal quel gesto avrebbe preso spunto per lanciare una linea di merchandising griffato, prodotto con una tempestività impressionante, come se, dal punto di vista temporale, la comunicazione pubblicitaria si affiancasse alla notizia. Avrebbero commercializzato un videogame multipiattaforma dedicato a Nunoe e un CD di anime music come colonna sonora della sua vicenda. Si sarebbero prodotti docudrama per le TV tematiche. Un manga sarebbe entrato in produzione di lì a poco. Nunoe riesce a figurarsi l’evoluzione di una specie di isteria di massa nei confronti di una se stessa non più viva, un’isteria provocata da un marketing aggressivo e, soprattutto, simultaneo. Ecco, sì, un marketing simultaneo.
Così Nunoe immagina che il suo cadere a dirotto venga accompagnato da centinaia di piccole bambole filiformi e biancovestite, fino a quando non comincia addirittura a vedersele intorno, ciascuna con riprodotti sul visino in lattice i suoi lineamenti immaturi, ma già determinati; che il suo precipitare sia festeggiato da qualche migliaio di spillette metalliche con la provocatoria scritta NUNOE IS ALIVE! in negativo bianco su fondo nero e le sembra di sentirsele addosso, colpirle testa e spalle, in un turbine autoreferenziale; che una vera e propria nuvola di cartoline illustrate galleggi intorno a lei, raffiguranti, in uno stile iperrealista che le fa storcere il naso, una Nunoe alle prese con i più svariati tipi di suicidio, dalle lamette alla corda insaponata, dai binari del treno ai barbiturici, fino alla pistola alla tempia e all’ossido di carbonio, ognuna con lo slogan, a quel punto ormai famoso, NUNOE IS ALIVE!

Filippo Loro, Pratiche d’amore nell’emisfero australe

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Manca poco!

Quote Ebook Filippo Loro

Ci siamo quasi: venerdì esce il nostro nuovo ebook, Pratiche d’amore nell’emisfero australe di Filippo Loro, il “papà” di Judith.

Il romanzo racconta la storia di Nunoe, moglie adolescente di un diplomatico giapponese.
Nunoe sta precipitando. Si è appena buttata dal decimo piano del nuovissimo municipio di Melbourne. E si è appena innamorata di un surfista australiano. La serata di inaugurazione del nuovo municipio non avrebbe potuto avere esito più imprevisto.
Nunoe precipita e con lei frammenti di futuro, ricordi e pensieri. Tra non molto si schianteranno con lei sull’asfalto, dove tutto avrà fine. O, forse, avrà inzio.

In questi giorni stiamo pubblicando alcune citazioni dei protagonisti del romanzo, i personaggi che si incrociano e si sfiorano durante la festa di inaugurazione: se volete cominciare a conoscerli, le trovate tutte in questa bacheca su Pinterest.

10 domande semiserie per autori digitali: Filippo Loro

Filippo Loro, copywriter di professione, ama i bonsai, il vino, i libri di David Foster Wallace e la black music. Insomma, lavoro a parte, tutta roba naturale. Ci ha conquistati con Judith, una di quelle donne capaci davvero di cambiarti la vita, e così abbiamo pubblicato anche Body 2.0, un racconto lungo apparso a puntate su THe iNCIPIT (se non conoscete THe iNCIPIT, colmate la lacuna!) dove di Judith si parla ancora.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Finora per scelta.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Gratificante, frustrante, urticante.

3. Come sei presente sul web? (Blog, Twitter, Facebook…) E quanto?
Wordpress, Twitter, Facebook, Flickr, Google+, Diaspora… Sono presente quasi dovunque. E quasi mai.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Con Alfred Lambert, l’anziano capofamiglia de Le Correzioni di Franzen.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Uno qualsiasi dei personaggi di Proust.

6. L’autore di cui hai letto più libri?
Salman Rushdie.

7. Estate o inverno?
Autunno tendente all’inverno.

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto [se sì, quale?] o con uno ancora da leggere?
Assolutamente con uno già letto. Direi Infinite Jest.

9. Dove leggi ebook?
In tutti i luoghi dove ci sono tempi di attesa più o meno lunghi. Soprattutto in viaggio e in bagno.

10. In quale autore [di qualsiasi epoca] ti reincarneresti?
Jules Verne.

Era come se una star di Hollywood avesse di colpo perso tutto (fama, ricchezza, cani e amanti) e fosse finita in una topaia di un quartiere periferico di Los Angeles, dove la sola cosa che le fosse rimasta era se stessa. Una se stessa fatta bene, fiera di possedere un corpo ignaro dei sessantacinque anni trascorsi nel mondo. Nulla di ciò che la circondava era all’altezza del suo fisico, scolpito dall’équipe del miglior centro di chirurgia plastica in circolazione, nulla poteva eguagliare la sua bellezza innaturale, a partire dal luogo in cui viveva fino alla biancheria intima che indossava. Ma questo, invece di esasperare la signora Lazlom, la inorgogliva.
E lo si poteva arguire da come si rapportava agli altri, e cioè con una sorta di superiorità che, paradossalmente, scaturiva dalla convinzione di essere soltanto un corpo.

Filippo Loro, Judith