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Pillole di editoria digitale

Inauguriamo con questo post una rubrica aperiodica che raccoglierà e riassumerà alcune tra le principali notizie relative al mondo dell’editoria digitale italiana, e non solo.

Ma bando alle ciance e andiamo subito al dunque: di cosa si è parlato questa settimana? Soprattutto di selfpublishing (il 19 e 20 ottobre si è tenuta a Senigallia la prima edizione dell’International Self Publishing Festival). Settimana scorsa sul blog di Bookrepublic è comparso un post dal titolo “Il selfpublishing conviene?” in cui l’autore scrive:

Se è vero che il selfpublishing è parte della buona, o presunta tale, “economia dell’abbondanza”, continua tuttavia a scontrarsi con la scarsità della principale risorsa del lettore: il tempo. Per quanto buoni siano gli algoritmi che ci profilano, consigliano e customizzano, è estremamente probabile che il piacere che ci può derivare da una buona lettura sia mediamente più basso, perché è più probabile che incontriamo contenuti che non ci piacciono.

La conclusione è che il selfpublishing non è vantaggioso per i lettori. Come potete immaginare (e come potete leggere nei commenti al post), l’articolo ha fatto molto discutere. Tra le tante risposte, segnaliamo quella di Davide Mana su Strategie Evolutive. Secondo Davide l’abbondanza è sempre un fattore positivo, sta al lettore informarsi e sapersi orientare nella giungla degli ebook autopubblicati:

Era meglio quando potevo scegliere fra 80.000 titoli, e provare qualcosa di nuovo rischiando una decina di euro, o è meglio ora, che posso scegliere fra 800.000 titoli, e se voglio correre il rischio e provare qualcosa di nuovo, mi brucio 99 centesimi?

Il dibattito è aperto.

Dagli ebook agli ebook reader: a partire da lunedì 21 sarà possibile acquistare i reader di Kobo anche nelle librerie Feltrinelli. Una partnership che, secondo Antonio Tombolini, equivale a una sconfitta per la casa editrice:

[Dopo Mondadori] anche Feltrinelli decide di ritirarsi dal mercato degli ebook, e di mettere a disposizione di Kobo i propri punti vendita e i propri utenti digitali.

Qui potete invece leggere l’intervista di Luca Albani a Paolo Soraci, capo ufficio stampa laFeltrinelli, che spiega le caratteristiche di questa partnership.

A proposito di Mondadori: il 29 ottobre debutterà la nuova piattaforma di “pop-publishing” del gruppo editoriale di Segrate. Di cosa si tratta? Come spiega Edoardo Brugnatelli, responsabile del progetto, sarà dedicata a chi “vuole imparare a scrivere nell’era del digitale”. Niente selfpublishing in senso stretto, dunque, ma un portale che metterà a disposizione degli utenti “consigli autorevoli” e che darà a tutti “la possibilità di acquisire delle competenze sia sulla scrittura sia sulla pubblicazione, per poi, nel caso, auto-pubblicarsi”.

Infine, un consiglio e una segnalazione. Il consiglio, anzi, le tre proposte, sono di Ivan Rachieli e sono rivolte alle case editrici, colpevoli, a suo avviso, di non svolgere un’efficace attività di marketing per promuovere i loro prodotti:

È chi commercializza un prodotto che deve impegnarsi per venderlo al meglio, non i suoi potenziali acquirenti ad essere incaricati di fare di tutto pur di comprarlo. Dunque, la responsabilità non è dei lettori che non comprano, ma di chi pubblica che non sa vendere.

La segnalazione invece riguarda un articolo pubblicato su Finzioni che ci tocca da vicino: si tratta della recensione a La gente di Sainte Sophie, il romanzo d’esordio di Francesco Aquino da noi pubblicato lo scorso 26 settembre.

Buon weekend e buona lettura, a settimana prossima.

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