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10 domande semiserie per autori digitali: Filippo Loro

Filippo Loro, copywriter di professione, ama i bonsai, il vino, i libri di David Foster Wallace e la black music. Insomma, lavoro a parte, tutta roba naturale. Ci ha conquistati con Judith, una di quelle donne capaci davvero di cambiarti la vita, e così abbiamo pubblicato anche Body 2.0, un racconto lungo apparso a puntate su THe iNCIPIT (se non conoscete THe iNCIPIT, colmate la lacuna!) dove di Judith si parla ancora.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Finora per scelta.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Gratificante, frustrante, urticante.

3. Come sei presente sul web? (Blog, Twitter, Facebook…) E quanto?
Wordpress, Twitter, Facebook, Flickr, Google+, Diaspora… Sono presente quasi dovunque. E quasi mai.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Con Alfred Lambert, l’anziano capofamiglia de Le Correzioni di Franzen.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Uno qualsiasi dei personaggi di Proust.

6. L’autore di cui hai letto più libri?
Salman Rushdie.

7. Estate o inverno?
Autunno tendente all’inverno.

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto [se sì, quale?] o con uno ancora da leggere?
Assolutamente con uno già letto. Direi Infinite Jest.

9. Dove leggi ebook?
In tutti i luoghi dove ci sono tempi di attesa più o meno lunghi. Soprattutto in viaggio e in bagno.

10. In quale autore [di qualsiasi epoca] ti reincarneresti?
Jules Verne.

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Era come se una star di Hollywood avesse di colpo perso tutto (fama, ricchezza, cani e amanti) e fosse finita in una topaia di un quartiere periferico di Los Angeles, dove la sola cosa che le fosse rimasta era se stessa. Una se stessa fatta bene, fiera di possedere un corpo ignaro dei sessantacinque anni trascorsi nel mondo. Nulla di ciò che la circondava era all’altezza del suo fisico, scolpito dall’équipe del miglior centro di chirurgia plastica in circolazione, nulla poteva eguagliare la sua bellezza innaturale, a partire dal luogo in cui viveva fino alla biancheria intima che indossava. Ma questo, invece di esasperare la signora Lazlom, la inorgogliva.
E lo si poteva arguire da come si rapportava agli altri, e cioè con una sorta di superiorità che, paradossalmente, scaturiva dalla convinzione di essere soltanto un corpo.

Filippo Loro, Judith