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10 domande semiserie per autori digitali – Francesco Aquino

Oltre a sapere cosa pensano i lettori degli ebook, vogliamo conoscere il parere degli autori. E, in particolare, dei “nostri”, per farveli conoscere meglio. Cominciamo con l’ultimo arrivato nella scuderia di WePub, Francesco Aquino, il cui romanzo sarà disponibile in ebook da giovedì 26 settembre – però potete già leggere i primi capitoli in anteprima su 10righedailibri.it.

1. Pubblicare in ebook. Per caso o per scelta?
Per scelta, della casa editrice, in questo caso. Ho trovato stima e competenza nelle persone con cui ho lavorato. Un progetto serio e tanta passione. Poi non si può far finta di niente, tra meno di 10 anni la maggior parte dei file di testo sarà pubblicata in digitale. Anche grazie al continuo miglioramento della tecnologia. Già ora, con alcuni dispositivi, non si nota la differenza tra un libro e un ebook. Però non penso che il libro scomparirà definitivamente, perché ha il vantaggio di essere un oggetto concreto e all’uomo piace comprare e possedere oggetti. Un po’ come il vinile, tornato, ora, alla ribalta.

2. Completa la frase con tre aggettivi. Scrivere per te è…
Lussurioso, sadico, terapeutico.

3. Come sei presente sul web? E quanto?
Ho solo un profilo Facebook che uso pochissimo, più che altro per restare in contatto con amici lontani. Non sono quel genere di persona che ama passare ore e ore sui social network. Non ho nulla contro, è solo che dopo un po’ mi annoio. Non mi piace quando il social ntework è usato per per esaltare il proprio ego. E ho paura, che con il passare degli anni, la gente comincerà a rinunciare a un libro, un film, una mostra, per stare lì dentro. Il rischio è che la letteratura tornerà ad interessare un pubblico sempre più ristretto: scrittori, critici, addetti ai lavori. Che poi, forse, è un bene, perché le case editrici cominceranno a a puntare su pochi libri di qualità. Ma questo è un discorso lungo, perché ci sono anche libri mainstream scritti bene.

4. Il personaggio di un libro con cui vorresti uscire a cena?
Kilgore Trout. Scrittore di fantascienza trash che pubblica i suoi romanzi su riviste pornografiche. Il personaggio più celebre di Kurt Vonnegut (un genio). Sarebbe interessante andare a mangiare una pizza con lui. Parlare di Dio, senso della vita, origine dell’universo. Anche se bisogna mettere in conto di offrirgli la cena.

5. E quello con cui perfino un caffè è troppo?
Gregor Samsa, il protagonista della Metamorfosi di Kafka. Sarebbe nauseante andare a bere un caffè con quel gigantesco insetto. Tutta la gente che guarda il nostro tavolino inorridita. Arriverebbero la polizia, scienziati da tutto il mondo, giornalisti. No, meglio di no.

6. Gli autori di cui hai letto più libri?
J.M.Coetzee e Don Delillo.

7. Estate o inverno?
Estate. Sono pur sempre un ragazzo del sud. (volevo mettere una faccina sorridente alla fine di questa frase, ma poi ho evitato, aprendo una parentesi per dire che anche il mare d’inverno non è niente male, ma l’estate è l’estate. Se non ci fossero tutte quelle zanzare, però. In Calabria ci sono dei tramonti spettacolari, credetemi).

8. Meglio naufragare su un’isola deserta con un libro che hai già letto o con uno ancora da leggere?
Con un libro ancora da leggere, tranne se hai la possibilità di portare con te Infinite jest di DF Wallace (e perché non dovresti averne la possibilità?). Per due, tre mesi sei a posto (considerando che su un isola deserta non puoi leggere tutto il giorno perché devi darti da fare per sopravvivere, trovare da mangiare, costruire una casetta di legno, andare alla ricerca delle noci di cocco, della legna per accendere un fuoco, insomma, non è che si ha tutto questo tempo per leggere). Più di 1000 pagine comprese le note. Poi credo che in quel libro sia rinchiusa tutta la letteratura americana degli ultimi 60 anni, una volta finito è come se si fosse letto Hemingway, Fitzgerald, Pynchon, Salinger, in un unico grande mega volume.

9. Dove leggi ebook?
Su un Kindle e mi trovo benissimo. Una biblioteca a portata di mano, anche se i primi  tempi iniziavo un libro e poi, a un certo punto, passavo a un altro e a un altro ancora e mi ritrovavo a leggere quattro, cinque libri contemporaneamente, confondendo, di conseguenza, trame e personaggi (è stupido, lo so). Ora, invece, ne leggo massimo due contemporaneamente.

10. In quale autore ti reincarneresti?
Scelgo un filosofo, si tratta di Arthur Schopenhauer e per un motivo semplicissimo: grazie a una ricca rendita lasciatagli dal padre, ha potuto passare la sua vita a scrivere, ragionare, domandarsi e rispondere (o almeno provare a rispondere) alle domande fondamentali dell’uomo (sempre quelle, già). Senza l’assillo di dover trovare un lavoro per sopravvivere (anche se lui non è stato con le mani in mano, ma ha studiato e ha anche insegnato), si è dedicato alla sua vocazione.
Una fortuna. Questo non significa che non si possa essere degli scrittori anche lavorando come la maggior parte degli uomini. L’esempio di Raymond Carver dimostra proprio il contrario. Ma se io potessi scegliere, preferirei avere una rendita e scrivere. Ovviamente, sarei un folle, se avessi questa possibilità e scegliessi un autore alla Bukowski, per esempio.